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Intelligenza artificiale e genomica: il futuro personalizzato dell’assistenza sanitaria

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La sanità è la voce di spesa in più rapida crescita nell’Unione Europea e la domanda di approcci personalizzati all’assistenza sanitaria, anche in cardiologia, continua ad aumentare.

Con l’aumento delle capacità dell’intelligenza artificiale (IA), una delle problematiche che ostacola il progresso è la capacità dell’IA di integrare diverse tipologie di dati provenienti da varie fonti (dati multimodali), per sviluppare interventi personalizzati.

Ad esempio, come combinare dati genomici altamente dettagliati con immagini cardiologiche e altri dati (testo, audio, dati da sensori) provenienti da diverse fonti in un “tessuto digitale” sicuro: un sistema unificato per migliorare l’accuratezza, la robustezza e la profondità dell’analisi, utilizzabile per addestrare la prossima generazione di modelli di IA.

Il progetto NextGen

Il progetto NextGen dell’Unione Europea sta sviluppando strumenti per rimuovere gli ostacoli all’integrazione di dati multimodali, un processo complesso a causa dei requisiti di privacy e governance, della presenza di molteplici standard, di formati di dati distinti e della complessità e del volume dei dati stessi. Il progetto è stato specificamente concepito per interventi in ambito cardiologico.

Gli strumenti NextGen garantiranno che i dati sanitari rimangano significativi e “leggibili” al di là dei confini nazionali e dei sistemi ospedalieri, senza perdere il loro contesto clinico originale, e consentiranno ai ricercatori di individuare set di dati cardiovascolari rilevanti senza spostare o esporre informazioni sensibili dei pazienti.

Particolarmente rilevante è la capacità di NextGen di integrare dati genomici, che sono al contempo personali per il paziente e altamente complessi. Recentemente, il costo del sequenziamento genomico è diminuito in modo sostanziale, il che significa che può essere utilizzato nello sviluppo di interventi medici con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Gli strumenti creati inoltre “trasferiranno il potere” ai partecipanti, integrando nel codice i vincoli etici e la governance appropriati per il modo in cui i dati interagiscono all’interno della rete.

Un accesso sicuro ai dati genomici

Gli strumenti NextGen sviluppati sono in linea con le iniziative in corso, tra cui “1+ Million Genomes”, un progetto che mira a consentire un accesso sicuro ai dati genomici e ai corrispondenti dati clinici in tutta Europa, a supporto della ricerca, delle politiche sanitarie e della medicina personalizzata.

Questo lavoro supporta inoltre direttamente il quadro di riferimento dello Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS). L’obiettivo di EHDS è creare un sistema sicuro e unificato per lo scambio di dati sanitari in tutta l’UE, promuovendo l’innovazione, migliorando l’erogazione dell’assistenza sanitaria e rafforzando la leadership globale dell’Europa nel settore della sanità digitale.

Diversi progetti pilota sul campo dimostreranno l’efficacia degli strumenti NextGen e saranno integrati nella rete NextGen Pathfinder, composta da cinque centri clinici collaborativi, come un ecosistema di dati autonomo e una prova di concetto completa.

Il Prof. Steffen Petersen, della Queen Mary University di Londra e volontario dell’ESC, ha dichiarato:

“I medici si affidano a un’ampia gamma di informazioni cliniche per diagnosticare le malattie, prevedere i rischi, guidare il trattamento e monitorare gli esiti. Tuttavia, la scienza dei dati sanitari non ha ancora sfruttato appieno il potenziale dei dati multimodali, come sintomi, segni, elettrocardiogrammi, esami del sangue e immagini diagnostiche. Riunire questi dati è fondamentale per promuovere l’innovazione basata sui dati in ambito sanitario e NEXTGEN rappresenta un importante passo avanti.”

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