Home Ginecologia Placenta accreta: il lato oscuro del parto cesareo. Quali le vere cause?

Placenta accreta: il lato oscuro del parto cesareo. Quali le vere cause?

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Lo spettro della placenta accreta (PAS) indica un’aderenza o invasione anomala dei villi placentari nel miometrio, classificata in accreta, quando superficiale, increta, quando vi è invasione muscolare, e percreta, quando vi è un’invasione della sierosa o degli organi vicini.

Questa grave complicanza, spesso correlata a pregressi cesarei, può essere responsabile di emorragie massive nel post-partum. Mentre in passato era considerata una patologia rara, con una frequenza di circa 1 caso ogni 30.000 parti, la sua frequenza è aumentata probabilmente a causa dell’incremento dei tagli cesarei. Negli ultimi anni l’incidenza dei nuovi casi in Italia si attesta sui 2-3 casi ogni 1000 parti, per un totale di casi annui che si aggira attorno al migliaio. È diventata così una delle principali cause di mortalità materna.

La placenta accreta si verifica quando la placenta cresce troppo in profondità nella parete uterina e non si stacca dopo il parto, causando spesso emorragie potenzialmente letali e la necessità di un’isterectomia.

Il fattore di rischio più forte e comune è un precedente parto cesareo, poiché le cicatrici di precedenti parti cesarei possono modificare il modo in cui la placenta si attacca nelle gravidanze future.

Una cicatrizzazione problematica

Una nuova ricerca condotta da UCLA Health suggerisce che il modo in cui questo tessuto cicatriziale guarisce potrebbe essere la chiave per comprendere meglio come si sviluppa la PAS, chi è a rischio e perché la placenta si attacca in modo anomalo.

“I nostri risultati mostrano che il problema principale della placenta accreta non è la crescita anomala della placenta, ma il modo in cui la cicatrizzazione uterina modifica la struttura e l’organizzazione del collagene nell’utero, aumentando i rischi di parto”, ha affermato la Dott.ssa Yalda Afshar, professoressa associata di ostetricia e ginecologia presso la divisione di medicina materno-fetale della David Geffen School of Medicine dell’UCLA, co-direttrice dell’UCLA Health Accreta Care Program e autrice corrispondente dello studio.

Un collagene aggrovigliato

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, ha utilizzato campioni chirurgici, un modello murino e un sistema “accreta in vitro” coltivato in laboratorio per esplorare come la struttura del collagene, quando diventa aggrovigliata o irregolare, anziché allineata in modo ordinato, contribuisca all’adesione anomala della placenta.

Grazie all’imaging 3D avanzato, i ricercatori hanno scoperto che il collagene aggrovigliato o irregolare nelle vecchie cicatrici uterine interrompe il normale confine tra utero e placenta, creando un ambiente favorevole per un’adesione placentare anomala e determinando un parto ad alto rischio.

Il ruolo dell’infiammazione e dei macrofagi

I ricercatori hanno raccolto campioni da 13 pazienti con PAS e 10 con fattori di rischio per l’accreta ma senza PAS, prelevando tessuto da dove la placenta si è attaccata e da dove non si è attaccata.

I loro risultati hanno mostrato che l’infiammazione persistente e le cellule immunitarie chiamate macrografi interferiscono con il normale rimodellamento della cicatrice, portando a un’architettura anomala del collagene che favorisce l’adesione placentare anomala.

“Non tutte le cicatrici guariscono allo stesso modo”, ha affermato Afshar. “Questo lavoro aiuta a spiegare perché alcune pazienti con pregresso cesareo sviluppano placenta accreta mentre altre no e indica nuovi modi per identificare il rischio prima, prima della gravidanza o all’inizio della gestazione”.

 

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