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Rivoluzione nel trattamento dell’apnea notturna: la stimolazione del nervo ipoglosso

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Uno studio clinico randomizzato e controllato ha valutato la sicurezza e l’efficacia della stimolazione prossimale del nervo ipoglosso (pHGNS). Ha rilevato che la pHGNS riduce significativamente le interruzioni della respirazione durante il sonno e migliora la sonnolenza diurna riferita dai pazienti. Tutto questo senza che siano stati registrati eventi avversi significativi. Questa terapia di stimolazione impiantabile è mirata a specifici settori nervosi della lingua, per la cura dell’apnea ostruttiva del sonno (OSA). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Un’opzione terapeutica per le apnee del sonno

La stimolazione del nervo ipoglosso (HGNS) è una terapia alternativa approvata dalla FDA per l’OSA nei pazienti che non tollerano la pressione positiva continua delle vie aeree nasali (CPAP).

La pHGNS si è affermata come possibile opzione terapeutica per l’OSA, offrendo una maggiore stimolazione della lingua e dei muscoli delle vie aeree e un impianto più semplice, senza la necessità di endoscopia del sonno indotta farmacologicamente, rispetto alla HGNS.

I ricercatori hanno condotto lo studio OSPREY (Treating Obstructive Sleep aPnea using taRgEted hYpoglossal nerve stimulation) per comprendere meglio la sicurezza e l’efficacia della pHGNS. I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 104 adulti di età pari o superiore a 22 anni con OSAS da moderata a grave, presso 23 centri sanitari statunitensi, a ricevere la terapia pHGNS immediatamente (gruppo di trattamento) o al settimo mese (gruppo di controllo).

L’endpoint primario era un indice di apnea-ipopnea (AHI) inferiore a 20 eventi/ora al settimo mese, mentre altri parametri misurati includevano l’indice di desaturazione dell’ossigeno (ODI), i risultati riferiti dai pazienti e la sicurezza.

Un miglioramento evidente

Dopo sette mesi, il 58,2% dei pazienti nel gruppo di trattamento ha raggiunto l’endpoint primario e ha riferito di sentirsi meno assonnato durante il giorno. Al contrario, nel gruppo di controllo non sono stati osservati miglioramenti clinicamente significativi fino al settimo mese.

Nel gruppo di trattamento si sono osservati ulteriori miglioramenti a seguito di un’estensione in aperto di sei mesi dello studio.

Non sono state segnalate gravi complicanze correlate alla procedura, il che suggerisce che la pHGNS potrebbe essere un’opzione valida per i pazienti che non tollerano i trattamenti tradizionali per l’apnea notturna. Secondo gli autori però, per confermare questi risultati saranno necessari studi più ampi e di maggiore durata.

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